Today_pic_050323_2
x
x

A cosa pensi, mi hai detto.

Nella mia testa ho preso una sedia da cucina,
una di quelle che quando le sposti fanno rumore, con un paio di ciuffi di paglia
che vengono fuori, una sedia che ha visto sederi di famiglia, di vicini di casa
e di persone che hanno preso solo un caffé.
Mi son seduta.

Quando si chiede a cosa pensi, cosa si vuol sentire?

Una versione ridotta di un pensiero lungo come un guardrail dell’autosole,
una verità bugiarda e gentile, oppure un niente bianco di denti,
una vaghezza di sorriso, due punti come labbra schiuse su una frase che proseguirà,
forse, maledicendo il seguito del discorso o la domanda in partenza,
ferma, con le valigie a terra e lo sguardo indeciso sull’arrivo?

A cosa pensi, mi hai detto.

A cosa penso. Penso tanti pensieri veloci, come le luci nervose negli scatti delle foto
al buio, pensieri serpenti e luminosi, idee da lunapark.
Penso a te che stai guidando, penso ai tradimenti e alle passioni, penso all’amicizia,
alle lotte di quartiere quando il mondo è limitato perché non è più possibile viaggiare.
Penso a mio padre che mi ha detto che morirà con troppi dubbi, a mia madre che fa finta di essere felice e conta le gocce nel bicchiere, alla signora fatta a pezzi dal falegname, alla voce di Prodi e alla sciarpa di Berlusconi, penso caledoscopiamente alle mie rughe tracciate più dal ridere che dagli anni, ai miei pianti che han lasciato senza fiato, ai babbi natale incerti che stanno per finire nelle teste dei bambini un po’ più grandi, penso a quando ti ho visto la prima volta, a Topolino che non mi è mai piaciuto, al mio albero preferito, al rossetto che ho comprato.

Penso al banale, all’ovvio e all’amore, penso al sesso, alla droga e al malsano, penso ai tatuaggi e alle campane per la raccolta del vetro, alle bottiglie che cadendo fanno rumore, penso ad Enzo e a Michela. Penso a Valeria, penso al mare e alle cime che circondano le boe, penso in libertà e dunque non ha senso, se mi vuoi vera e selvatica, così come ti son piaciuta, chiedermi a cosa sto pensando, penso.

Penso a me che non mi sento di nessuno e che ho bisogno di appartenere,
penso alla strada e a quanto manca per tornare a casa.

Penso alle nuvole e a quanto pesa il cielo.
x
x

23 Responses to “A cosa pensi?”

  1. iansolo Says:

    mi perdo in grammi di cielo ogni giorno. milioni di grammi leggeri come piuma.

  2. laura Says:

    dietro il ‘cosa pensi?, domanda un pò stupida mi pare ci sia il riconoscimento di non poter possedee chi si ha di fronte.
    E’un adomanda cretina, ma forse in certi momneti vuol dire molto, c’è dietro qulacos adi più grande(che poi si traduce in un adomanda cretina)

  3. saleepietre2 Says:

    Può accadere che finita la festa
    l’umore vada in frantumi
    e dei tanti profumi
    rimane un vago sentore
    di ansia e di batticuore:
    l’allegria della partenza
    al ritorno
    va in dissolvenza
    in un’ombra di malinconia.

  4. Giorgio Says:

    ahm
    pensavo….
    un po’sciocca e leggera
    un po’ carina e frantumata di niente
    forse un poco sindi loper
    http://www.youtube.com/watch?v=o6KLpIDbfTw
    ecco come mi sento…
    penso…

  5. emma Says:

    “se ti dicessi a cosa penso non avrebbe senso pensare.
    pensare non è dire, anche se molti parlano senza pensare.”
    (così ho risposto pressaopoco quando me l’ha chiesto, ma con tenerezza, con un sorriso)


  6. …è un attimo che sta sospeso tra il dentro e il fuori…tra noi e l’altro..un soffio di voce che si infrange in un desiderio..sentire la voce che pensa “sono qui per te”…e scivolare rifluendo nel fondo dell’anima…

  7. Zorba Says:

    Pensa pure Cecilia…lieta o incazzata, che i pensieri ti appartengono. Son come quelle pietre piatte che una dopo l’altra costruiscono una casa.


  8. pensieri che volano via come soffici nuvolette colorate. apri un pò il finestrino per non intrappolarli nell’abitacolo e perchè anche loro, come te, veri e un pò selvatici, possano sentirsi liberi di appartenere a qualcuno o a nessuno…
    ti immagino e sorrido.
    buon viaggio

  9. willyco Says:

    forse il “cosa pensi” era interrotto e doveva continuare con “di me”. Forse.
    Perchè troppo spesso interessa ciò che l’altro vede in noi, piuttosto che il conoscere quanto lui si discosta dall’immagine che ci siamo fatti. Forse…

  10. mantiduzza Says:

    un abbraccio senza pensieri, di volata

  11. barbie Says:

    …penso che ti manderò un saluto e basta…
    :)

  12. Marco Says:

    Ho fatto questa domanda tempo fa. Avevo 17 anni e lei 19. Lei una donna e io un po’ coglione. Da allora smismi quella domanda. O meglio inizia con le quelle stupide e futili. Ora sono bravissimo: “ti va un sushi stasera?”. Passa il tempo ma sono ancora un po’ coglione…
    Perdona il ricordo.

  13. Icaro Says:

    Madam Rapida, come direbbe Stendhal, non siamo qui per sollevare polvere che irrita gli occhi languidamente e provoca sussulti al cuore. Ma certo che è severo resistere al suo fascino intellettuale.
    Ad ogni buon fine, mi lasci aggiungere, che vada questa lode a colmare di grazia i suoi già graziosi occhi e la sua acuta mente, e ne sia orgogliosa femmina.
    Ossequi. Icaro

  14. Paolo Says:

    penso che ora mi vado a mangiare un cioccolato e che se qualcuno ne vuole un pò glielo dò pure

  15. lois lane Says:

    penso che questo post sia bellissimo
    lo penso guardando il fumo dell’ultima sigaretta della sera.
    ‘notte cecilià
    piacere di ritovarti

  16. cicala Says:

    Guidando verso casa, stasera, lasciavo che i pensieri prendessero forma, e poi si dissolvessero come bolle di sapone. Viaggiare, il movimento, anche se se breve, invita a liberare la mente. E per un attimo mi e’ sfarfallata in capo la tua domanda “a cosa pensi?”. E mi sono ritrovata a cercare di acchiappare aria, come aver fatto entrare troppa luce in una stanza quieta, e dissolvere le ombre che la popolavano fino ad un attimo prima.
    Che bello rileggerti.

  17. elisabeth Says:

    Ti sento carica di pensieri da ridistribuire agli animi affamati di qualcosa di più che di regalini e pensierini, stelline e panettoncini. Il tuo racconto è intenso e degno di molte riflessioni. Ben tornata, Cecilia.

  18. maria Says:

    Non mi chiede più “a cosa pensi?”,
    mi chiede “dove sei?”.
    Forse sono la stessa domanda, con un vestito diverso.
    m.

  19. rapida Says:

    iansolo: anche io. Il cielo mi piace perché cambia e questo cielo atlantico fa come gli pare, ogni giorno.

    laura: vero. Io penso che dietro a un “cosa pensi?” ci sia un “dove stai andando?”

    saleepietre2: ciao commentatorpoeta. Un’ombra estiva, lunga lunga.

    Giorgio: ti senti bene, parrebbe, sindi.

    emma: bella risposta. E dolce sul finire.

    fili invisibili: fuggevolissimo?

    Zorba: spero regga, Zorba. Grazie dall’aldilà del fiume.

    pigralentezza: ti sorrido anche io, amica mia.

    willyco: forse. Ma il forse in una relazione è un avverbio di dubbio, dunque importante.

    mantiduzza: ricambio di volata, anche io, mantiduzza bedda.

    barbie: penso che ti ringrazierò…

    Marco: mi hai fatto sorridere. Per il ricordo, il sushi ed il coglione, che detto così sembra il menu di un ristorante strano e anche un po’ inquietante.

    Icaro: ossequi ricambiati, con un merci beaucoup.

    Paolo: io! io!

    lois lane: penso che tu sia gentile, lois.
    E ti bacio augurandoti il buondì con granella di zucchero.

    cicala: anche io acchiappo nell’aria quando mi fanno quella domanda, Cicala, come una mosca cieca. Un abbraccino.

    elisabeth: ben ritrovata, Elisabeth e grazie.

  20. nuvola Says:

    cosa pensi?
    lo dici a qualcuno che è al tuo fianco, senti lontano e desideri che la risposta te lo riporti vicino.

    Nato Marco, oggi, 2 ore fa, figlio di mio fratello, primo nipote, 3 kg 550, piedi e mani grandi,che magari gli serviranno. Speriamo abbia occhi aperti sul mondo e cuore forte!
    Lacrime di gioia e solitudine profonda dell’anima.
    Pesa una scelta sbagliata fatta 19 anni fa, le pietre messe sopra non coprono. S. ha avuto 2 bambini nel suo secondo matrimonio, credo abbia pace.Almeno lei.
    Resto un padre mancato e la mia pace è lontana.
    Baci,
    ro

  21. Dyo Says:

    Penso che…anche i tuoi pensieri corrono vorticosi come i miei. Innumerevoli in frazioni di secondo.


  22. ..fuggevolissimo, involucro senza tempo..eterno

  23. carlodreams Says:

    Bello; bello analizzarsi le rughe: anche le mie più tracciate da risate, con cui nascondo imbarazzi, che dal tempo, tranne una (sull’arcata sopraccigliare destra), la più marcata, nata un giorno di profonda tristezza.
    Ti sorrido, ravvivando le rugosità.


Leave a Reply