Di lei
☆
Di lei amavo le stringhe.
Il modo di allacciarle, né x, né y,
una versione personale di un intreccio senza spiegazione,
così com’è l’amor, nella tarde e anche prestino.
Io, col bene placido di Saturno, ho sbagliato moltissimo,
poche volte ho lasciato correre e molte ho lasciato andare.
Ora, intendiamoci, non per partecipare,
ma con la facoltà annebbiata d’arrivare,
un giorno, un Prima e un Poi. Uno splendido Magari.
Un traguardo in sordina, muto d’assenso, screziato di battiti di ciglia,
più che d’applausi.
Di lei amavo il modo di ridere.
Lei lo faceva urbanamente, che si potesse fare in biblioteca
o in un caveau di banca, lei rideva. Mai stanca, perlopiù civile.
Rovesciava occhi e capelli e rendeva sexy anche la giugulare.
Le avrei baciato gli alibi, succhiato il ventricolo sinistro,
di lei amavo il riso, pur non essendo pasta d’uomo, né irreprensibile ministro.
Di lei conoscevo nei e rughe, punti deboli e stranezze.
Amavo contraddirla per farla furibonda,
specchiarmi nella sua rabbia e nei suoi raggiri.
Nelle debolezze.
Di lei avrei voluto conoscere, almeno il nome, nemmeno il segno zodiacale,
o il tipo di profumo, il gruppo sanguigno, il dentifricio, la taglia o l’animale preferito.
Le avrei preso in bocca, il dito.
E’ il destino di noi bipedi remoti, quello di giocare,
il resto sono pratiche vitali, bisogni e vuoti.
E giorni spesi a riprenderci, rialzarci e camminare.







☆ at 10:49
Cecilia…sei straordinaria. Ma qualche difettuccio ce l’hai? A parte che bevi e mangi per sette: ma tu chi sei?
☆ at 10:54
sorrido questa mattina, sorrido perchè alcune cose che hai scritto le ho pensate di te, segretamente.
io, col beneplacito del mio ventricolo sinistro, avrei preso un bel silenzio in compagnia.
☆ at 10:56
sorrido questa mattina, sorrido perchè alcune cose che hai scritto le ho pensate di te, segretamente.
io, col beneplacito del mio ventricolo sinistro, avrei preso un bel silenzio in compagnia.
☆ at 10:58
Tu mi metti di buonumore, qualunque cosa posti. E’ che hai una dose di creatività e ironia che invidio. Passo sempre ma non scrivo mai, passo perchè mi sei simpatica; sai quando una dice di una persona ” non so perchè ma mi è simpatica”. Ecco.
☆ at 11:13
Queste parole mi fanno sentire inutilmente uomo. Felice di esserelo per apprezzare chi descrive e chi è descritta…
☆ at 11:16
certo, il nostro destino da questa angolazione non lo avevo mai osservato… ma vorrei provarci oggi, osservando il mondo a testa in giù, chè questa rapida prospettiva mi pare molto interessante…
☆ at 11:57
le stringhe hanno il pregio di essere dritte all’origine per poi aggrovigliarsi tra pensieri, sudate, slacciate, annegamenti tra parole, piogge ed amori…
ho sempre avuto la fissa di chiedere a chi mi andava di chiedere se a) pigliava il caffe’ con quanto zucchero e b) se andava a letto con il pigiama o come…
me l’aveva messo in testa qualcuno o qualcosa ma senza saperlo me l’aveva iniettato come passaporto per un legame…
☆ at 1:19
ma come sono queste stringhe?
☆ at 1:48
stupenda
☆ at 2:43
…e a tutte le donne che abitano una stessa donna?
☆ at 5:15
Anche io passo, leggo ma non sempre commento.
Il fatto è che mi piace così tanto quello che scrivi, e come lo scrivi, che aggiungere qualcosa mi sembrerebbe inutile o banale.
un sorriso
Melania
☆ at 6:16
Madam, leggo sempre volentieri le di lei imprese e mi chiedo: ma se codesta donna se non vivesse a Parigi sarebbe identica a com’è, oppure apparirebbe involgarita da riferimenti televisivi e modellame gossipparo italico?
Madam, leggo con attenzione e un insperato interesse i suoi pensieri, ma ahimé nella quiete del mio studio mi sovviene un pensiero: questa donna così moderna, profonda, riflessiva, conserva qualcosa per sé? Attende un rientro, sorveglia un movimento, prepara la cena, stira, attende alla crescita della prole?
Mi piace pensarla, Madam, circondata da evanescenti sentimenti, sensazioni che solo lei rapprende nella sua testolina, lontana da fornelli e temperamatite.
Madam, io la immagino sorprendentemente sorprendente, lontana dal sentire comune e con un fascino evanescente. Non tradisca il mio sentire, Madam: abbiamo bisogno di sentire il sapore del prezioso e ricercato.
Ossequi. Icaro
☆ at 6:40
Sto guardando i tuoi post precedenti, ovviamente ho iniziato cliccando su maggio 2006 e mi sono trovata
davanti l’immagine di un bel cuore anatomico.
Ora, io ho iniziato da poco e mi incuriosiscono tutte le
affinità tra blog (tra persone).
Visto che da qualche giorno ho pronto all’uso un cuore in bianco e nero, e mi è piaciuta la coincidenza,
volevo dirlo.
Tutto ciò non ha niente a che fare con questo post attuale, in effetti posso aver scritto una cosa inutile,
non lo so, comunque ti leggo.
m.
☆ at 11:39
Noi maschietti,no parlo per me giusto. Io maschietto , parlo per lui, non posso non dire che la fantasia quivi sorvolata, solleticata, accarezzata, non mi fischietti un brividuccio. Peraltro , parlando per quell’altro, non posso non dire che proprio non vorrei udire, e tappandomi le orecchie coprir la voce nararrante con AGAGOGIGOFOFOFODADADABUBUBU….
Forse dovrebbe essere il contrario, ma quei due mica si parlano
Ciao
☆ at 11:45
di lei conosco i mille e uno particolari, di lei conosco il nome, di lei mai visto il viso.
e l’ho subito amata
☆ at 5:39
Un abbraccio. Ti aspetto sempre in rue des Archives…
☆ at 8:09
Semplicemente divina!
http://equilibrioinstabile81.wordpress.com
☆ at 11:18
Posso offrire?
____________
OSSIMORO
Strano è il cuore
che nel viaggio ignoto
attraversa il ponte
sul vuoto
difronte all’amore
comincia e termina
maschio e femmina
arreso e guerrriero
libero e prigioniero
appagato e tremante
amato ed amante
eterno ed effimero
atomo e polimero
urlo e bisbiglio
spina sanguigna e candido giglio
seme e frutto
festa e lutto
prudente ed estremo
orante e blasfemo
pudico e lascivo
accorato e giulivo
mutevole e uguale
inesistente e immortale
disperazione e conforto
ragionevole e in torto
leale e bugiardo
partenza e traguardo
generoso e egoista
comparsa e protagonista
sensuale e platonico
stonato ed armonico
vincitore e perdente
in tutto e per niente
sogno e mania
sapienza e follia
debole e forte
con la vita e la morte.
☆ at 10:09
sei pregata di recarti in questo luogo per ritirare la tua statuetta
http://milanovalencia.wordpress.com/io-penso-positivo
☆ at 12:13
Ho mille lei.
Lei bimba riccia che mi teneva la mano mentre l’ago mi perforava la pelle.
Lei che ha dipinto la stanza a righe bianche e rosa.
Lei che vedo raramente, ma ogni volta è come se non ci fossimo mai lasciate.
Lei che mi offre una sigaretta mentre parliamo di amori sbagliati.
Lei che vive a Milano ma un giorno vivremo insieme nella mia, nella tua, Parigi, la mia seconda casa, la mia seconda vita.
yaya
☆ at 1:59
quella a sinistra si tinge i capelli
☆ at 10:35
ogni maledetta volta che vedo il vostro nano con la persona alla moda a fianco scuoto la mia testa vuota e penso al nostro cavoliere errante… e riscuoto la mia testa vuota… senza riscuotere troppo successo…
☆ at 1:52
Ringrazio tutti voi che avete scritto qui qualcosa e anche chi non ha scritto, ma ha solo letto o anche no.
Ho orari strani e la vita che mi si è di nuovo imbizzarrita.
Ho poco tempo e devo star attenta a non farmi disarcionare.
Probabilmente l’andamento sarà lento, non si sa.
Buona giornata ai chiunque, qui piove.
Cecilia
☆ at 11:31
La Santa Pazienza fa meraviglie:
se resti in ginocchio
ti toglie il malocchio
e ti rimette in mano le briglie.
Te lo dico io che di riffe o di raffe
mi salvo quando perdo le staffe
e mio malgrado
dal cavallo cado.
Siamo di quelli che pagano al destino
non un equo prezzo ma equino.
☆ at 3:14
uh! fa tanto sesso, questo post.