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La signorina Giulia spaventava i piccioni.
Aveva un’andatura circospetta, la pelle chiara e trasparente come l’orzata
e due soli denti a tenere su un sorriso.
Le piaceva passeggiare sul lungosenna e di tempo ne aveva, la signorina Giulia.
Era andata in pensione quindici anni prima e dei quindici anni dopo non sapeva che farsene e perciò si era inventata una memoria nuova e nuove cose da ricordare.
Viveva con un cane molto brutto di cui era gelosissima, lo aveva chiamato Stipite,
ma non si ricordava bene perché.
Il suo medico le aveva consigliato di comprarsi un cane per accompagnarla nelle sue lunghe passeggiate, ma la signorina Giulia non voleva che nessuno lo accarezzasse o avesse attenzioni per lui.
Dunque la povera bestiola usciva di rado e stava sempre vicino allo stipite della porta d’ingresso.
Non lo aveva mai visto scodinzolare e si era detta che forse si trattava di un cane malinconico.
Anche quel venerdì era uscita da sola, col preciso intento di far volare via i piccioni.
C’era un posto, un luogo preciso, dove i pennuti urbani si ritrovavano in assemblee misteriose.
Stavano in fila, uno dopo l’altro che parevano gargouilles in carne e sangue.
La signorina Giulia appariva in fondo alla scala e il primo piccione dava l’allarme al secondo che passava il messaggio al terzo, fino all’ultimo piccione della fila.
L’ordine era di non muoversi per non rovinare il passatempo alla vecchina.
Lei si avvicinava con il passo leggero e le mani incrociate dietro la schiena e non appena a tiro gridava: allez! allez! allez!
Poi chiudeva gli occhi e si godeva il rumore delle ali, quasi fosse un applauso a lei dedicato.
A volte partiva in volo con loro e si posava sul salice che accarezzava il fiume,
a volte restava sul quai a pensare a Stipite e alla sua coda immobile.
Se passate da Parigi cercatela sul lungo Senna, all’altezza del Pont Marie.
Ha un impermeabile beige ed una grande borsa verde.
Verso mezzogiorno, se vedete un grande stormo di piccioni alzarsi in volo,
vuol dire che la signorina Giulia sta passando di lì.
Le sue tasche sono piene di piume,
dicono che le raccolga con l’intento di costruirsi un paio d’ali.






☆ at 3:08
Curiosa la storia della signoria giulia, si direbbe misantropa e misozooista (nel tempo libero conio neologismi), ma forse stipite si chiamava così perchè era l’unico amico a cui appoggiarsi, come a uno stipite appunto, e forse i piccioni li faceva volare via solo per capire meglio come imitarli, certo che di piume ne avrà raccolte tante se pensava di portarsi in volo anche la grande borsa verde.
☆ at 3:23
in uno dei primi album dei REM capeggiava in copertina un gargoyle e ti confesso che mi sta assai simpatico, perche’ vede il bello delle circostanze…
e poi sinceramente perche’ non avrei mai pensato ad una grondaia a forma di gargoyle!!
mannaggia… e chissa’ il quadrupede come si pone di fronte ad una simile marmorea figura… magari scodinzolerebbe pur di farselo amico e di vederlo strizzare l’occhio ceruleo…
☆ at 3:43
Il cielo l’aspetta, salirà più in alto dei piccioni di cui per una volta si farà beffe e di tutte le piume intascate produrrà una pioggia su noi solidi umani.
ciao ciao,
ro
☆ at 5:55
Prendere il volo, più in alto dei dei piccioni. Trovare il senso della vita oltre la vita?
un sorriso
☆ at 8:01
Bel post, ti sembra quasi di vedere la scena.
Ben ritrovata Cecilia. Ho anch’io una foto di una signora dei piccioni, solo che non la le tasche piene di piume. Si vede che non ha nessuna intenzione di farsi un paio di ali!
E’ questa: http://www.flickr.com/photos/12546953@N07/2251286558
☆ at 12:07
Per favore,aggiungi qualche riga e lascia piume in giro in modo che anche il cane possa costruire le sue ali e salvarsi dalla tristezza.Penso che,pur in apparenza anaffettivo e agorsfobico, coglierebbe l’occasione al volo.
☆ at 2:46
che bellezza…
☆ at 11:38
mi viene in mente la canzone di Vasco “Brava Giulia”…

…sbatto un pò più forte le ali così che possa sentire il mio applauso
Buon weekend.
☆ at 3:26
gentile signorina Giulia,
appena pronte le ali,
la inviterei a pssare a piazzale dei cinquecento 8volendo il lungotevere non è poi lontanissimo), lì troverà tutti i piccioni che ha fatto scappare da Parigi, e che frattanto hanno figliato.
onde evitare che si uniscano anche i nipoti 8dei piccioni non i suoi) può mandarli via?
stipite, se vuole, glielo tengo io.
non lo tocco stia tranquilla.
ringraziandola anticipatamente,
cordiali saluti,
lois lane
(per avvisarmi della sua venuta, ovviamente utilizzi un piccione viaggiatore)
☆ at 7:42
La signorina Giulia è un poco matta, non ordinaria. Sono fortune.
Sarebbe bello passare una mattinata al parco con lei (il pane seccato da sbriciolare a piccioni e pettirossi lo porto io), avrà di certo tante fantastiche storie da raccontare – e comunque non dubito che potrebbe già essere successo.
p.s. – di solito al parco porto libri.
☆ at 10:24
Certo che Stipite dev´essere un bell´aiuto per catturare piccioni
☆ at 4:54
impollinaire: bello misozooista e bello anche il tuo nick operoso e fecondo.
Giorgio: povero quadrupede, sempre a casa.
Grazie per la musica, Giorgio, comme toujours.
nuvola: una pioggia di piume mi fa pensare ad una strage di angeli. Forse son diabolica? No, probabilmente solo scema.
melania: un sorriso ricambiato e leggero leggero.
camelia: che contenta sono!
ciao Camelia, ho visto anche la foto e ti ho riletta, a casa tua,
con piacere.
saleepietre2: Stipite scappò ieri. Si è appiccicato due vecchi ventagli della Signorina Giulia ed è svolazzato così dalla finestra.
Carla Bruni lo ha visto in cielo e lo ha detto a Nicolas, ma lui ha sorriso pensando “che sciocchina la mia mogliettina”
Perfortuna, altrimenti lo avrebbe abbattuto.
lasmeninas: grazie, M.
barbie: e sennò te lo faccio io, ok? E volo via fortissimo.
Buona domenica sera, barbina.
lois lane: gentile signorina Lane,
sono passata oggi per quella piazza romana ed ho sparso un veleno speciale che induce i piccioni ad emigrare in massa in Svizzera.
Ha un’azione innocua per gli umani, tranne per qualche faccendiere o evasore di spicco che viene indotto comunque a recarvisi.
Sto cercando anche di trovare un veleno che induca Berlusconi, Fini e compagnia bella ad autosotterrarsi in un qualsiasi cimitero del Perù, ma vado a rilento perché mi sento spiata e devo usare speciali accorgimenti.
Grazie per aver scelto la nostra compagnia, ci auguriamo di vedervi presto sui nostri voli.
Cordiali saluti e dite al piccione viaggiatore di rientrare a casa subito e di non fermarsi a bere in giro.
carlodreams: la signorina Giulia la ringrazia, sig. Carlo.
Anche I pettirossi l’aspettano, per farsi raccontare una storia dei suoi libri.
Oscar Ferrari: per quello non lo porta, la vecchia furbina.
E’ di razza immobile.
☆ at 5:05
io l’ho vista la signorina giulia, ma si chiamava antonia e seduta vicino al portone principale del castello sforzesco spiccava il volo ogni volta che un passante le faceva un sorriso. un giorno non è più tornata e si dice che in realtà sieda sulla torre velasca ad osservare i suoi cari. e aspetti.
☆ at 5:16
Il mondo è pieno di signorine giulie per chi la sa guardare. Tempo fa m’è parso di vederla sulla torre, sai?
☆ at 11:03
Merci.Baù,baù.