Photo by Jim Graham
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Sulla bacheca erano magnetizzati tre foglietti:
uno diceva che Eloise è una studentessa disponibile come baby-sitter
soprattutto la sera e nei finesettimana, un altro avvisava che Paul vende un violino quasi nuovo e il terzo ci segnalava che, in caso di bisogno, Anita è la regina dello stiro a domicilio.
Nella stanza dimoravano: sei sedie in metallo e corde di plastica, un arazzo batik che mostrava una donna nera nell’atto di allattare bimbo, un orologio da muro con la marca di un noto fluidificante bronchiale e tre persone, due donne ed un uomo, che aspettavano. Appena varcata la porta della saletta ho detto un buongiorno timido, ma di buona fattura, solo una persona mi ha risposto, le altre due sono scomparse fra le pagine di Paris Match.
Tolgo il cappotto, mi siedo, accavallo le gambe e leggo.
Dopo un poco le righe si sovrappongono e gli occhi cominciano ad allagarsi,
sento un sonno improvviso affluire al cuore, insieme al sangue che comincia a circolare un po’ più pigramente.
Mi guardo intorno e cerco di assumere un’aria vigile, ma sento che sto per soccombere e già mi vedo scivolare sulla sedia e addormentarmi come fossi sul Lecce-Milano, all’altezza di Senigallia, seconda classe, finestrino.
Mi pesa la testa.
Cerco di dare una spiegazione a questa narcolessia prepotente e la trovo nello sbalzo termico fra la strada e la saletta d’attesa, caldina e rassicurante nella sua trasandatezza mutualistica.
Sbadiglio a bocca chiusa e mi sento i lineamenti del viso colare,
come un acquarello sotto una pioggia di sputi.
Dormo e mi sogno a bocca aperta con la guancia fredda sul vetro del treno.
Sento le dita allentare la presa sulla tracolla della borsa che tracolla per terra in un tonfo gentile.
Madame?
Tocca a me. Devo ricordarmi di dire al dottore che di notte non dormo.
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☆ at 9:04
mannaggia..
odio dormire per evitare le perdite di tempo
la notte mi avvolge nel suo sudario di sensazioni,
il mattino mi piace per correre nella brina e per non incontrare il traffico famelico di queste ore, adesso, con una luce al neon puntata sopra di me mentre Fidel va in pensione…
☆ at 11:24
spesso insonne, la sera guardo il letto come una divina creatura che temo mi deluderà, e so bene cosa significa la narcolessia diurna, ho meno esperienza quanto a borsette che scivolano a terra
☆ at 12:28
..come Ulisse ti immagino dentro un lungo viaggio
dalla tua anima verso la vita…
☆ at 3:07
Sono appena reduce da una conferenza dove mi sono addormentato. Tra l’invidia dei colleghi che restano vigili (si fa per dire) a tutti i costi.
☆ at 8:43
c’è un altro blog che mette i miei commenti nello spam, il mio, devo aspettare anche due giorni per scoprire cosa ho risposto
☆ at 9:20
Anche io oggi sono andata dal medico e anche io ho atteso nella sala d’aspetto e anche io prendo ogni tanto il Milano-Lecce per tornare a casa.
Salut!
☆ at 10:10
non amo le sale d’aspetto, sono impaziente, riesco a sopportarle solo quando ho un libro buono di compagnia e cerco di non pensare che il mio tempo sia lì, sprecato, buttato su una seggiola in attesa di tempi inconoscibili.
il fatto che debba dormire me lo ripeto tutti i giorni, poi mi dimentico.
e me lo ripeto il giorno successivo, cercando di appuntarmelo nella mente, vagamente afferrando che qualcosa di simile devo averla pensata.
mi avvedo dell’equivoco e faccio come zeno cosini.
domani.
☆ at 10:43
Giorgio: Fidel va in pensione e subentra il fratello.
Mentre Il neon c’illumina d’immenso.
impollinaire: il letto come divina creatura, già.
Il fatto che tu non abbia molta esperienza in borsette in qualche modo mi rassicura… Sorrido.
quattordicisettembre: con innumerevoli fermate impreviste… sai che sono nata dieci giorni dopo il tuo nickname?
Poco importa, lo so, ma mi è venuto in mente.
Rob: come Clinton, anche tu hai un dream da finire assolutamente? Rido.
impollinaire: leggendo qua e là ho visto… credo sia davvero a causa del tuo pseudo.
Martina: ciao bella Martina, lo sapevo! Tutto bene? Baci e baci.
emma: l’importante è averne coscienza, come la sua.
Mi piacciono molto certi tuoi commenti.
E’ come se fossimo sedute in cucina a raccontarci cose.
Ciao Zeno, buona giornata.