Mots_2_2XXX
XXX
Ho sollevato un asse del parquet
e sotto c’era un tesoro
era di Monsieur Levreux, il primo proprietario
Non c’erano monete, ma parole


passeggiare, panchina, Marguerite, prole

e un fazzoletto di seta, verde con rombi precisi e forse pari

l’imbarazzo è salito in perlage,
come un miliardo di occhi indiscreti

Ho aspettato il tramonto, tesa,
e quando la luna si è messa di sbieco
dividendo in due la stanza
ho preso scopa e paletta
e le ho raccolte

neve, profumo, soglia

e ancora

iniziali, albero, promessa


ciliegie, lava, riparo, gomiti, ginocchia

Poi ne ho vista una piccola scappare,
perdendo un punto esclamativo.
Quello si è impigliato a un nodo del tappeto.
Ho seguito la sua corsa, sotto il tavolo, la madia,
il lavandino

rotolova lungo il corridoio,
sembrava indiavolata,

una parola piccola e dannata

Sudando, l’ho acchiappata, l’ho stretta nel pugno,
per non farmela scappare.

Il suo cuore minuscolo di vocabolo in fuga batteva fioco.
La perdita dell’esclamazione l’aveva indebolita.
Sarebbe vissuta solo ancora un poco

Ho aperto piano il palmo appiccicato di sudore
e tra il medio e l’anulare, ecco che c’era scritto:

f i n e

(che dolore)

9 Responses to “Storia d’amore e di parole”

  1. Giorgio Says:

    penso che la parola
    CHARADES
    abbia un suono fantastico
    un fruscio del vento tra le foglie e la faccia
    una leccata di gelato tra sole e ombra
    delle note d’arpa
    una grattata alla schiena
    tirare su con il naso dopo essere stati inondati dal polline
    http://it.youtube.com/watch?v=okLCurB1lJw
    e un po’ questo video…

  2. lois lane Says:

    ahio!
    incianpata. colpa dello stivale non adatto.
    da domani scarpe comde, almeno quelle,me le scelgo io.

  3. ioepapperina Says:

    la parola fine scappa sempre…A volte esce soltanto, a volte si strappa. a volte è cercata, a volte è voluta e a volte e dovuta ma comunque è sempre finita. E’ sempre un piacere leggerti.


  4. Se non ci fossi almeno tu a illuminare questa giornata malefica…
    Per i prossimi cinque anni avremo a capo dell’Italia un delinquente, un leccaculo e un rincoglionito.

  5. D Says:

    La parola fine non ha senso. Non senti cecilia? Si dice, si scrive, si pensa. Però, dentro quella parola, resta tutto ciò che è stato. A una condizione: non rinnegarlo mai. Tuttavia c è il dolore del mentre. In ogni caso tu sei una luce viva di parole e suoni e visioni. Dovremo esserlo tutti, da oggi di più.

  6. laura Says:

    già , la parola fine è piccola sfuggente come un’anguilla…..non come la scritta dei film hollywoodiani.
    dopo averla afferrata ,io ho voglia di fuggire, subito.

  7. Giorgio Says:

    sentendomi piu’ o meno come nel video
    http://www.youtube.com/watch?v=XfMF4RZ9X58
    tratto da un bel film (suvvia lo dico) che t’invito a vedere
    direi che sto metabolizzando…
    pero’ non mangio piu’ da ieri pomeriggio…
    quindi mi sto metabolizzando…

  8. willyco Says:

    Mi sono rifugiato nelle parole: le tue. Come fossi stanco di realtà silente e triste.
    Qui la sera si diluisce nella pioggia, ma è una buona sera: la stessa che ti auguro.

  9. rapida Says:

    Avevo obliato di remerciarvi.
    Mercie tante, siete gentili, profondi e anche simpatici,
    c’est comme ça, voilà.


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