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Ho sollevato un asse del parquet
e sotto c’era un tesoro
era di Monsieur Levreux, il primo proprietario
Non c’erano monete, ma parole
passeggiare, panchina, Marguerite, prole
e un fazzoletto di seta, verde con rombi precisi e forse pari
l’imbarazzo è salito in perlage,
come un miliardo di occhi indiscreti
Ho aspettato il tramonto, tesa,
e quando la luna si è messa di sbieco
dividendo in due la stanza
ho preso scopa e paletta
e le ho raccolte
neve, profumo, soglia
e ancora
iniziali, albero, promessa
ciliegie, lava, riparo, gomiti, ginocchia
Poi ne ho vista una piccola scappare,
perdendo un punto esclamativo.
Quello si è impigliato a un nodo del tappeto.
Ho seguito la sua corsa, sotto il tavolo, la madia,
il lavandino
rotolova lungo il corridoio,
sembrava indiavolata,
una parola piccola e dannata
Sudando, l’ho acchiappata, l’ho stretta nel pugno,
per non farmela scappare.
Il suo cuore minuscolo di vocabolo in fuga batteva fioco.
La perdita dell’esclamazione l’aveva indebolita.
Sarebbe vissuta solo ancora un poco
Ho aperto piano il palmo appiccicato di sudore
e tra il medio e l’anulare, ecco che c’era scritto:
f i n e
(che dolore)






☆ at 4:25
penso che la parola
CHARADES
abbia un suono fantastico
un fruscio del vento tra le foglie e la faccia
una leccata di gelato tra sole e ombra
delle note d’arpa
una grattata alla schiena
tirare su con il naso dopo essere stati inondati dal polline
http://it.youtube.com/watch?v=okLCurB1lJw
e un po’ questo video…
☆ at 8:47
ahio!
incianpata. colpa dello stivale non adatto.
da domani scarpe comde, almeno quelle,me le scelgo io.
☆ at 9:19
la parola fine scappa sempre…A volte esce soltanto, a volte si strappa. a volte è cercata, a volte è voluta e a volte e dovuta ma comunque è sempre finita. E’ sempre un piacere leggerti.
☆ at 9:58
Se non ci fossi almeno tu a illuminare questa giornata malefica…
Per i prossimi cinque anni avremo a capo dell’Italia un delinquente, un leccaculo e un rincoglionito.
☆ at 6:47
La parola fine non ha senso. Non senti cecilia? Si dice, si scrive, si pensa. Però, dentro quella parola, resta tutto ciò che è stato. A una condizione: non rinnegarlo mai. Tuttavia c è il dolore del mentre. In ogni caso tu sei una luce viva di parole e suoni e visioni. Dovremo esserlo tutti, da oggi di più.
☆ at 7:57
già , la parola fine è piccola sfuggente come un’anguilla…..non come la scritta dei film hollywoodiani.
dopo averla afferrata ,io ho voglia di fuggire, subito.
☆ at 12:46
sentendomi piu’ o meno come nel video
http://www.youtube.com/watch?v=XfMF4RZ9X58
tratto da un bel film (suvvia lo dico) che t’invito a vedere
direi che sto metabolizzando…
pero’ non mangio piu’ da ieri pomeriggio…
quindi mi sto metabolizzando…
☆ at 4:17
Mi sono rifugiato nelle parole: le tue. Come fossi stanco di realtà silente e triste.
Qui la sera si diluisce nella pioggia, ma è una buona sera: la stessa che ti auguro.
☆ at 1:48
Avevo obliato di remerciarvi.
Mercie tante, siete gentili, profondi e anche simpatici,
c’est comme ça, voilà.
☺