v i v e n z a

12 mai 2008

Darrel_m_4

XX

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XX
Un davanzale, il carro da morto, un funerale
Tu che ti mangi le unghie e fai sanguinare
Un dito
L’anulare.
Il sole che arroventa l’asfalto,
Che lo fa fumare.

Uno sciame d’api, un tavolino tondo,
un pensiero torbido, le mie caviglie, la tua introspezione.
Qualche seme di girasole spaccato in due con un bottino gramo, un grano.
Tu e la tua voglia di deriva, il boma, la boa,
la forma della pazienza.

Noi in questa stanza

Il sudore luminoso, l’abbondanza di circostanze,
Lo sfavore degli dei, questo cielo strabico
I tuoi occhi cangianti come acciughe,
le lancette che si conficcano nel tempo,
la ferita asciutta della mancanza

Ancora noi
In questa stanza

Un davanzale e le sue gerbere, la terra smossa,
Un fremito

Dammi del tempo, dammi la mano, dammi credito

Non adombrarti, resta radiante
Io vivo sulla luna e comando la marea
Che ci fa piangere e seccare gli occhi

Prendimi in giro per la città,
prendimi in giro
che tanto ho imparato che le cose serie
prima o poi tornano cose

xx

xx

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Musica di Aaron, foto di Darrel