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Ha una grandissima testa, con la fronte alta e quadrata.
Gli occhi sono distanti fra loro e uno guarda a Pisa e l’altro a Lucca, così diceva mia nonna per indicare lo strabismo laterale.
Parla sempre come cospirasse e dunque obbliga l’interlocutore a cercar di mettersi sottovento
per non essere investito da un odore di sudore molto simile a quello emanato dalla
cipolla di Tropea.
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Le segnalo, signorina… è polacca?
No, sono italiana, grazie per il signorina
Le segnalo signora italiana che ho scoperto chi mette la spazzatura a casaccio
ah, faccio io, continuando a riempire i vasetti di tiramisù.
E’ quel giovinotto dell’ultimo piano
Si fa vicino vicino, subisce un’estensione involontaria del labbro inferiore e mi sibila:
è un finocchio
Ora, pur non vedendo il nesso, fra l’essere omosessuale
e non saper differenziar i rifiuti, sempre che sia lui il colpevole,
(il capro espiatoro fa sempre parte di una minoranza discriminata), annuisco.
Cerco di fingermi più indaffarata di quel che sono e sorrido, come una placida madonna.
Non molla.
E poi c’è la faccenda di quella lì
Indica col mento il piano rialzato e in contemporanea alza le pupille così in alto
che vengono inghiottite dal bianco.
L’effetto finale è una specie di ritratto di due San Sebastiani martiri in un un unico essere
su cui sia passato un autoarticolato.
Ah, dico io, facendo cadere un’enorme cucchiaiata di bianco d’uovo montato a neve
sulla punta della mia scarpa.
Penso porcatroia e continuo ad annuire come uno di quei cagnolini da posteriore d’auto.
Quella lì si diverte a far pisciare il gatto sullo stuoino del portone d’ingresso
Passatempo insolito, penso io. Poi mi spolvero di cacao amaro un avambraccio.
Devo riuscire a dirgli che devo lavorare e che non posso essere la custode
delle sue confidenze condominiali.
Mi scusi, Raphael, ma ho tanto da fare ed è quasi mezzogiorno.
Ha ragione. Ma si sa, a voi italiani vi piace chiacchierare.
Chiude la porta e mi lascia in compagnia di un odore di cipolla spaventoso.
Mi annuso velocemente le ascelle e confermo il fatto che manco di autostima.
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Nota dell’autrice: questa, purtroppo, è una storia vera che si ripete tutti i giorni
alle undici del mattino.
Raphael è l’addetto alle pulizie dello spazio comune del condominio e porta fuori
i contenitori della spazzatura. Bussa alla porta della cucina del ristorante e mi confida le
atrocità commesse dagli abitanti dell’immobile.
Oggi mi ha regalato una bottiglia di plastica di fu Orangina
contenente un poco di sapone disinfettante per pavimenti.
Quando mi ha detto che profuma di lavanda mi ha strizzato l’occhio a Lucca.







☆ at 3:40
Oh Cecilia, mi hai fatto ridere col sonoro. Che in ufficio non sta bene. Questo e’ l’ultima settimana di lavoro in ufficio, dalla prossima torno a leggerti a notte fonda. Ti saluto strizzando l’occhio a Lucca anch’io (ma entrambi i miei guardano li’)!
☆ at 3:46
Che contenta di leggerti diurna!
Ma allora sei europea! Ma allora perche non passi?
Ma allora?
Non sta bene, no, ridere in ufficio.
ti bacio, buon fine pomeriggio, cicalina una e cicalina due.
☆ at 3:50
ammiro moltissimo il tuo senso dell’umorismo…
leggerti mi fa abbastanza bene, vista la mia natura malinconica.
E sei anche brava a disegnare, ho notato…
☆ at 3:55
rido.
posso dire come si dice volgarmente dalle mie parti? un occhio che manda a fanculo l’altro.
rido e ringrazio, davvero.
☆ at 4:35
Racconto divertente, per chi lo legge.
Forse un po’ meno per te che hai questo appuntamento “galante” ogni mattina.
Sorrido, con un sole che è finalmente caldo.
☆ at 5:17
quando ho letto “continuando a riempire i vasetti di tiramisù”
ti immaginavo immersa a riempire al posto della marmellata, intieri vasi di tiramisu’…
mannaggia che visione!!!
☆ at 6:57
ogni giorno ha la sua pena(ma sai che da me ogni mattina, alle undici….)
☆ at 9:47
Benevola,tenera impazienza di un giorno qualsiasi,faticoso e sorprendente.Che brava,sai guardare con le parole.E non solo a Lucca.
☆ at 7:27
teribbbbile!!!! spero tu abbia messo al riparo il tiramisù dalla cipolla di tropea. che le contaminazioni possono essere molto interessanti, ma anche no.
☆ at 7:43
Ho le lacrime agli occhi e non è certo colpa della cipolla. Tu sei Pazza!!!
Domani porta un pezzo di pancetta affumicata di Norcia chè con la cipolla di Tropea trova la morte sua e magari ci scappano due spaghetti alla “cospiratora”.
Saluti da Siena.
☆ at 7:44
ci deve essere un nesso anche tra siffatti personaggi e le placide madonne polacche di ogni tempo e di ogni dove. lo dico per esperienza: sia io che la Normanna (ma più la Normanna) abbiamo il talento della statua votiva. sembra che i due poli si attirino reciprocamente come le api e i fiori. e quando si lasciano, le apine con l’occhio a bisanzio (così si dice qui) volano via, trasportando pollini di umana follia. odorosa di cipolle.
☆ at 8:08
ma com’è che le italiane in francese hanno lo stesso accento delle polacche?
☆ at 8:08
secondo me non è un complimento (mi è partito il commento sopra prima di essere finito)
☆ at 10:16
Avrei tante cose da fare, io. Devo portare fuori i sacchi, ma non solo. Si, non basta, che qui bisogna anche sorvegliare che nessuno butti tutto a casaccio. E malgrado questo mi tocca anche fermarmi a riferire alla polacca del ristorante. E’ una bella donnacce avrà la sua età, ma che ho chiamato signorina che a essere un po’ ruffiani con le donne ci si guadagna sempre. Non sembra ma sono in gamba, io. Se no come avrei coperto il finocchio dell’ultimo piano o la gattara del pianterreno?
Lei invece è un po’ imbranata si imbratta con le pietanze e sporca in giro. Che così le ho regalato un po’ del mio detergente, io. Alla lavanda, che ne ha bisogno perché nella cucina del ristorante c’è sempre un gran puzzo di cipolla che chissà cosa preparano e chissà come…
☆ at 9:26
La cipolla di tropea tagliala a rondelle, insieme ad una patata, una zucchina ed un pomodoro non troppo maturo, metti un pò di sale, gira con le mani per insaporire e tieni da parte.
Sfiletta una mazzolina(testone) di 600-700 gr, rapida (?) passata nella farina e in olio di oliva bollente, aggiungi le verdure e poca acqua calda. Copri e fa cuocere. Prima di servire, se vuoi e solo se buono, aggiungi un pò d’olio crudo.
E’ una ricetta pro rivalutazione cipolla di tropea!!
Con i baci che mancano da un pò, ma ti leggo sempre!
ro
☆ at 3:16
cicala Says:
at
Oh Cecilia, mi hai fatto ridere col sonoro. Che in ufficio non sta bene. Questo e’ l’ultima settimana di lavoro in ufficio, dalla prossima torno a leggerti a notte fonda. Ti saluto strizzando l’occhio a Lucca anch’io (ma entrambi i miei guardano li’)!
rapida Says:
at
Che contenta di leggerti diurna!
Ma allora sei europea! Ma allora perche non passi?
Ma allora?
Non sta bene, no, ridere in ufficio.
ti bacio, buon fine pomeriggio, cicalina una e cicalina due.
M: detto fra noi, ho una forte natura malinconica.
Per questo cerco di ridere un poco di più. Pare funzioni così.
Grazie per il brava a disegnare… detto da te, M…
Buon sabato sera e anche buon tutto.
emma: rido. dalle tue parti son volgari, ecco.
melania: alla fine l’ho adottato, ha bisogno di parlare e non se lo bada nessuno. Qui piove, uffa.
Giorgio: eh, sì, che visione… grazie per la musica e per la marmellata.
laura: cosa? cosa? ora devi dirlo!
saleepietre2: senti chi parla. senti chi scrive.
pigralentezza: faccio scudo col mio corpo, ma tengo un occhio anche a Pisa.
zazziki: pazza io? oh, ma trallallero, Zaz, lei mi lusinga!
Portami un palio di saporelli. Non due, leggi bene.
zesitian: sì, stabilito e accertato: i due poli si attraggono, ahimé.
La normanna e tu me lo confermate.
virginie: questa è la primissima volta, normalmente sono spagnola. Olé. Un po lacca e un po’ spagnola.
(pardon)
Marco: non ti apro più la porta. Come diceva mia nonna, ho allevato una serpe in seno.
nuvola: preso nota, che buone cose mi dici sempre.
Un bacio, Rò, stammi bene benissimo.
☆ at 2:55
BS”D
Contro la maldicenza, inclusa quella dell’addetto alle pulizie del condominio, un ottimo rimedio è quello di tapparsi ostentatamente le orecchie.
Oltre a non sentire, si fa capire chiaramente al maldicente che non si vuole ascoltare. No, non è maleducazione, il maleducato è lui (o lei).
Ma il migliore rimedio è senza dubbio quello di non trovarsi mai in presenza di maldicenti. Nella maggior parte dei casi è possibile.
☆ at 8:44
grazie per l’intervento, sono una paladina della difesa dei non maldicenti e una protettrice da quegli influssi nefasti. Ho fatto un salto sul vostro blog, bravi.
☆ at 7:24
BS”D
Grazie.
Siamo paladini della stessa causa…
E non siamo soli, abbiamo tanti soci.
E auguri al suo blog.