r u e s

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La strada brulicava di melodramma e l’indiano sudava
e urlava dentro a una cabina del telefono.
Un pazzo senza scarpe conversava con un cestino e un bambino
nel passeggino portava in giro sua madre.
Il farmacista odiava il suo cane che era il cane di sua moglie
e Caroline si è comprata un furetto.
Una ragazza dai capezzoli censurati da stelle ammiccava dal chiosco del giornalaio
e un telefonino squillava winehouse.
Mia madre stava in pensiero, mia sorella in Sardegna
ed io guardavo il cielo di luglio colarmi addosso.

Perfortuna i nidi fanno chiasso di becchi e fame

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Musica a cura di Mademoiselle Gardot, foto del signor Wejskez.

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15 Responses to “r u e s”

  1. Rob Says:

    Che se quello è stare con i piedi per terra, allora è molto meglio stare con le zampe su un ramo.
    (da abitatore di piani alti, sostengo tenacemente questa tesi)

  2. Giorgio Says:

    vedo questo echeggiare

    hai riposto la tua fiducia in me
    ho perso le staffe
    ho svuotato la stanza in 30 secondi netti
    non posso credere che si e’ rimasti fermi

    credi in me, non credere a niente
    mettimi all’angolo e fai qualcosa per me
    sono diventato l’uomo vuoto,
    sono diventato l’uomo vuoto che vedo?

    sono distrutto, sono in ripetizione
    sono svuotato, sono incompleto
    hai creduto in me, ti voglio mostrare
    che non desidero essere l’uomo vuoto
    (ovviamente parole non mie… -16)

  3. Layla Says:

    Bello sapere che ascoltiamo la stessa canzone nello stesso momento.
    Un sorriso…

  4. laura Says:

    è il cielo di luglio delle città, Cecilia..
    Tutto sfatto, clima post atomico.Tutto estremo, estremo,estremo


  5. E’ un’aquila!
    Quella è un’aquila, no?
    O no?
    No?
    Oh…

  6. melania Says:

    Oggi ho interpretato una parte.
    Non ci sono portata e non mi si addice.
    Interpretavo la parte della donnaseparatamafelice-sicuradisé-madreserena-donnasoddisfatta…

    che fatica e che riuscita penosa.

    nel mentre il cielo impietoso di luglio mi si squagliava addosso.

    mi sono sentita imbrattata di appiccicoso, tipo ghiacciolo al limone.

    ero al mare.

  7. M Says:

    perchè aquilanonvedente mi fa così ridere?

  8. saleepietre2 Says:

    E’ ovvio che si creda
    che il rapace si avventi su una preda,
    che chi parla da lontano
    all’altro capo del filo faccia un poco l’indiano,
    che il giovane erede
    scaraventi sua madre sul marciapide,
    che chiudi gli occhi
    e la copertina ritocchi come vuoi
    con il seno di poi.
    E’ invece sorprendente
    il tuo cielo cadente:
    verrei nei melodrammi
    apost per accolarmi.

  9. laura Says:

    un telefonino squilla Giusi Ferreri(si chiama cosi’?!),e Laura sente la tua mancanza.

  10. barbie Says:

    e io stavo in toscana,
    e ora sto di nuovo in sicilia,
    e il cielo non cola mai quando vorrei!!!

  11. giorgio Says:

    x Cecilia:
    ho trovato questo video nel mio solitario cazzeggio…
    cosi’
    l’ho trovato geniale e BELLO
    http://www.youtube.com/watch?v=zlfKdbWwruY
    non so bene cosa sia
    cosa rappresenti
    se se se

    buona vita con un sorriso dente per dente!!

  12. melania Says:

    Non vedo l’ora che passi questo luglio, poi apspetterò che passi il famigerato agosto, poi temerò l’autunno e l’inverno con il suo malefico natale, capodanno…
    Cecilia, io prego che passi tutto veloce, non so bene che cosa e l’unica cosa che passa davvero e che si squaglia è la mia vita.

    un abbraccio o quel che ne resta

  13. M Says:

    (troppo bello se il blog funzionasse come le e-mail)

  14. lois lane Says:

    ho visto giovani buttare le scarpe su un palco e camminare scalzi,mentre una bambina stava sulle spalle di uncalvo, che non sarebbe mai stato come l’avrebbero voluto,io frattanto ero quella con i piedi di terra e la sigaretta tra le dita.
    il cielo di luglio crollava anche addosso a me,gettava acqua e ero senza ombrello con rana.
    pure questa è vita vissuta…
    :)

  15. rapida Says:

    Rob: hai detto qualcosa di alto.

    Giorgio: vorrei parole tue. Ogni tanto.

    Layla: bambina dagli occhi d’inchiostro scrivi parole che suonano

    Laura: ci hanno creato per resistere. Come certi cassetti Ikea. Ti bacio.

    aquila: era un tordo, ma dentro era aquila, anzi, una grande aquila: un aquilone.

    melania: invece era una delle tue donne. Magari quella che non vuoi vedere ma che c’è. Devi smetterla di sezionarti, diobono. Sei viva e le tue mani sanno fare grandi cose; i tuoi occhi guardano altrove: non contraddirli.

    M: perchè è un uomo solido? Serio, ironico ed irriverente? Direi uno screanzato irriverente.

    saleepietre: ti nomino ufficialmente mio fratello.

    Laura: tornai. Ti abbraccio.

    barbie: fra poco arrivo anch’io, minchia minchia

    giorgio: mi piacque moltissimo, grazie tanto.

    melania: siamo qui, strette strette.

    lois lane: con rana, si’. Ti pensavo via. Cra.


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