Melting post
30 janvier 2009
oh
oh
oh

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Il vietnamita questa volta indossava guanti pesanti e sfrecciava
nella sera carica di luci con la sua scatola magica.
Montava una Yamaha 125 Vity e stava compiendo un’importante missione:
consegnare sushi concombre, poulet mayo,
maki, temaki, california rolls, quattro ashai 50 cl e due coca light.
67, boulevard Sebastopol.
Là gli avrebbe aperto la porta Lucien Dupont,
ex doganiere di Chambery ora diventato ortodontista facoltoso dai traffici illetici.
Con lui un amico spagnolo e due ragazze di Chernivtsi e di Yalta.
Avrebbero mangiato cibo jap preparato da due africani,
un francese e una cinese e poi si sarebbero sparati nel naso
un paio di grammi di coca colombiana tagliata con prodotti tipici locali
come mannite e bicarbonato.
Lo scontrino del Sushiwest sarebbe stato ingoiato da una pattumiera tedesca
e, ad una lettura più attenta, si sarebbe anche potuto constatare
che il proprietario era israeliano e assicurava che il suo cibo era certificato kosher.
Così va il mondo e globalmente non mi piace.
La foto, fonte reuters, ci mostra un esemplare di aquila reale
che posa, in maschera, su scatola di aspirapolvere.
Reduce dalla sfida che si è svolta in Kazakistan,
al rapace resta – come unica aspirazione – quella di liberarsi dell’uomo e riprendersi il cielo nel più breve tempo possibile.




