Morta morta
janvier 19th, 2009 § 17 Commentaires
oo

Quando ero bambina sognavo di morire a tempo.
Oggi vorrei morire dieci minuti di fila,
domani provo con venticinque,
ieri sono morta per quarantasei minuti
senza interruzione.
Nemmeno la pubblicità di una vita, morta morta.
Nemmeno la pipì, nemmeno i sogni,
nemmeno la percezione della federa fresca
di un cuscino, l’odore di un ammorbidente,
il conforto della luce accesa del corridoio.
Morta.
Non era per tristezza, non era per malinconia,
era un esperimento volto all’esaltazione della sopravvivenza:
muoio cosicché quando torno a vivere mi accorgo
di tutta la vastità, la pienezza, il respiro della vita.
Morire per assagiare fragole e sentire
bene bene il gusto di fragola sulla lingua.
Morire per nuotare accorgendosi dell’acqua
che scorre e accompagna il corpo.
Morire per vivere.
Ieri, dopo anni, poco prima di addormentarmi
ho provato di nuovo a morire per un quarto d’ora.
Nulla.
Allora ho cercato di morire per due minuti senza pause,
stecchirmi con disinvoltura.
Niente.
Diventare grandi è pericoloso,
poi non si riesce nemmeno a morire in santa pace.
E tutto deve piacerti,
devi amare ogni cosa
senza avere il coraggio di privartene,
nemmeno per gioco, nemmeno per fantasia.
(riflessione fatta guardando mia figlia fare il bagno col boccaglio.
che fai?
conto quanto tempo resisto sotto l’acqua respirando nel tubo.
brava, figlia mia, pindarica, empirica e sognatrice)
oo
a voce:
PUBBLICITA’
Quando insopportabile
è a volte una vita a tasso variabile
provate
una comoda morte a rate.
Tira giù la benda perchè
così i tuoi occhi non riescono a vedere
ora corri più forte che puoi
attraverso questo campo di alberi
di’ addio a tutti quelli che conosci da sempre
non li rivedrai mai più
non posso scrollarmi di dosso
questo sentimento che ho
le mie mani sono sporche, sono stato in guerra?
la cosa più triste che abbia mai visto
sono stati i fumatori fuori le porte dell’ospedale
qualcuno mi gira intorno
riuscirò a ricominciare?
come possiamo sorridere
con le nostre bocche serrate?
perchè ci hai impedito di cantare
[(cit.) ... ma un po' mi ci rivedo]
bellissimo pensiero sei fulminante nel far affiorare sensazioni e pensieri che mi riguardano condividendo respiro assieme ai tuoi pensieri
a me attrae la morte apparente, anche quella sa un po’ di boccaglio, andare sulla soglia dell’aldilà, farmi rassicurare da mio padre e tornare a respirare senza tubo di plastica, ebbro di ottimismo
…giacché vivere é un po’ morire, no?!
Non era per tristezza, non era per malinconia,
era un esperimento…
…per ottenere cio che in quel momento non si poteva avere.
Se vuoi, passa da me.Non arrabbiarti,semplicemente a volte attra veri su un passaggio personale..E’ un gioco amichevole.
ehi si era detto venticinque minuti
Mi sembra esperimento di grandissima utilità pilla rapidilla.
Giova all’emicrania fa scrivere belle cose e dona una certa consapevolezza carpediemesca dell’esistere.
Me lo segno e mo’ o riciclo.
anche io morivo spesso da bambino…
Quando ero piccolo quel senso di ritorno entusiastico alla vita ce l’avevo per qualche scampato problema.
Che ne so, qualcosa di rotto che si rivelava riparabile, il timore di una sgridata che non si avverava.
Ma con l’andare del tempo, la soglia dell’angoscia si alza.
E lì, scampare il pericolo mica è sempre così facile.
Marx è morto, dio è morto e a noi hanno lasciato il boccaglio…
Grazie a tutti per parole, citazioni e passaggi.
Grazie a dio che sono sveglia e abbastanza viva.
Buona giornata.
è incredibile quanto ardore i bambini sanno mettere nei loro giochi d’infanzia, ed esperimenti
poi piano si attenua ed è pericoloso
indignato dalla lettura del manifesto (post sopra)
sorrisi e saluti
speciali si nasce, evidentemente…..io da piccola non tanto, ma nell’adolescenza riuscivo ad avere delle felicità fulminanti e delle sensazioni di pienezza di vita, anche con cose semplicissime, di tutti i giorni….poi, sempre più raramente.
[...] Il video è tratto da: Il posto delle fragole di Ingmar Bergman. La poesia è mia. Scritta pensando a: Rapida [...]
E’ meravigliosa.
Inquadrare, sfocare la morte e la vita, così come hai fatto tu è una cura impagabile. Una festa irrinunciabile.
Ho in me molti esserini che voglion dir la loro.
Uno, vitale e marmelloso, vorrebbe già spedirmi a letto a pregustare la colazione di domani; nei suoi colori è pronto a stracciare ogni previsione di maltempo: domani c’ ho la gita.
L’altro invece è malinconico. E’ però anche lui a ringraziarti -par addirittura felice- nel dire che un giaciglio come questo è un quadrifoglio innevato, caldo. Sa di essere il mio preferito e allora si permette di dire di tutto!
Poi ce n’è un altro ancora incerto e muto come un adulto che si fa gonfiare. Ma sarà che n’ha prese tante o che il core è gonfio di felicità, una cosa s’è fissato e a loro e a te la vuol dire : voi siete felici perchè vi siete incontrati, siete felicei perchè va fatto incontrare.