Quattro vecchie

29 avril 2009

oh
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oh
A quella di sinistra, che sorride, con la bambina appoggiata in grembo, ho domandato se potevo entrare e riposare un pochino sulla sedia di cucina. L’ho guardata affaccendarsi e cucire, mi ha parlato rumeno e io non ho capito nulla, ma con la testa ho annuito cercando d’imitare la sua dolcezza.

La seconda, quella vicino a quella che mi aveva ospitato in cucina, mi ha aperto la porta di casa sua scuotendo il capo. No, no, no. E’ contraria al mio stato d’animo e mi rimprovera. Mi fa un caffé sabbioso caldo caldo e mi mostra le foto di suo marito morto. Anche lei parla rumeno, ma a dir il vero non parla, emette dei suoni di disappunto e getta gli occhi al cielo, poi aspetta che tocchino terra, rimbalzino su di me e ricomincia a mostrarmi le foto. Quella del matrimonio ha una parte stracciata. Mima cose sciagurate e chissà perché credo di capire che la persona mancante sia sua sorella. Deve averla odiata parecchio quella persona stracciata.

La terza, la donna col bastone, mi ha fatto fare il giro delle bestie. Mi ha mostrato le galline e mi ha detto i nomi di ognuna, me ne ricordo una zoppetta che si chiamava Tudorita. Poi siamo state dai maiali, ma di quelli ha ignorato quasi tutto e non ho saputo come si chiamassero. Il suo bastone è sprofondato nel fango e lei ha rischiato di cadere. L’ho afferrata per il braccio e l’ho rimessa in pista, lei mi ha guardato, mi ha sorriso e mi son vista riflessa per un momento fugace in un dente d’oro.

La quarta è una gran lavoratrice e anche una strega. Mi ha indicato un orto e mi ha spiegato a gesti come raccogliere quelle che sembravano verze. L’ho aiutata e lei, per gratitudine, mi ha fatto la benedizione del filo rosso. Dicendo cose rumene con un tono di voce misterioso e roco, mi ha passato il filo intorno al polso sinistro, poi ha invocato il Cielo, la Terra e ha sputato sulla cenere del camino.

Ora mi sento meglio, ho bisogno di viaggiare, di tanto in tanto.
Ma forse è l’effetto di questo cordino rosso che solo io riesco a vedere stretto intorno al mio polso.

oh
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La foto è di Hayphoto e il fotografo è di Bucharest.