Timer
Publié : 6 mai 2012 | Auteur : Cecilia | Classé dans : Considerazioni personali, Foto di Cecilia, fotografia, Fotosintesi, Metamorfosi, Natura |16 Commentaires »…
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Cammina come i gatti quando sono in una nuova casa.
Esplora ed esita, annusa e si spaventa.
Di soppiatto s’instaura, gentilmente.
Per adattarsi bisogna conoscere, ambientarsi
e non sempre si è contraccambiati dallo spazio.
Una spugnetta abrasiva mostra il verde sul bordo di una vasca,
uno spazzolino da denti è stravolto da un esubero d’energia
e la saponetta resiste ai dispenser, fiera del suo odore di sapone e basta.
Qualcosa non va.
Cammina come i gatti quando sono in una nuova casa.
Lo scolapasta blu reca un fusillo incollato, una patata germoglia al buio
e il rotolo di pellicola per alimenti indica l’idoneità alle minime onde, micro.
Le piccole cose. Le piccole cose subiscono un mancato interesse,
mentre il vento alza un lembo di tenda leggera.
L’uovo è diventato troppo sodo, dall’armadio sbuca una porzione di vestito a fiori
e l’orchidea ha bisogno di acqua.
Cammina come i gatti quando sono in una nuova casa.
Solo che quella che casa non è nuova, diverso è diventato il tempo.
Che i beati pensano scorra indifferente.
Il tempo passa per i distratti, per gli altri indugia,
e circonda momenti invisibili agli occhi degli appagati,
li rivela, come quando si scrive un segreto col limone.
Non si legge niente, ma quando passi la fiamma sotto il foglio,
un secondo o forse meno, la scritta appare.
E ti cambia la vita, o magari solo la qualità del tempo.
Questo ho pensato, mentre si bruciava il pane.

lo spazio spesso ci delude e ci costringe, nell’adattamento sottostimiamo e ci ritroviamo incastrati nel tostapane, pur sapendo che il pane va levato, che è tardi.
Il tic tac mi dà i brividi… non possiedo orologi ed in casa ho solo una radiosveglia che segna un orario tutto suo, per niente sincronizzato col resto del mondo! Vivo in un universo diverso in cui il tempo è un’entità astratta che tendo a dilatare a mio piacimento e a contrarre quando è necessario…
A volte penso che sia divertente prendermi gioco di lui, almeno fino a che non mi renderò conto che è lui a prendersi gioco di me…
ti abbraccio, lentamente
"I burn for you" e sulla fetta veniva pirografato un cuore.
Il tostapane fu uno dei miei progetti più amati e lo dedicai a una ragazza.
Forse scrivere con il fuoco è come scrivere con il limone e anche quelle parole sono per un istante…
bentornata,
io sono tra gli altri,
il tempo indugia,
passa troppo lentamente!!!
Un bacio
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ti ringrazio anticipatamente e a presto
http://www.giornale.fm
[...]li rivela, come quando si scrive un segreto col limone.
posso appuntarmela e conservarla?
cielo grigio e pioggia,
orari, incastri, agende e post-it,
mi stavo avvolgendo di un grigio informe,
mi stavo accontentando del "solito", e ho iniziato a sentirmi soffocato, a progettare terapie difficili da realizzare.
poi l’intuizione della terapia migliore: passare ad ascoltare Cecilia.
I gatti nelle case nuove, la fortuna sotto gli stivali, i terrazzi di Livorno,
e ora sto meglio,
ora mi basta guardare le piccole cose sulla scrivania per renderle punti di partenza di digressioni mentali senza capo ne coda, per sentirmi entusiasta senza motivo, per il semplice fatto che viviamo circondati da cose e situazioni assurde a pensarci, per il semplice fatto che possiamo sorridere per qualsiasi cosa.
Grazie Cecilia, un abbraccio.
PS: Sono lieto di conoscerti.
anche qui piove
con le borse sotto gli occhi
il gatto che si e’ fatto adottare timidamente dal sottoscritto non facendosi vedere se non per il mancare delle provviste che gli lascio in giardino, ha un pelo rossiccio ed e’ abituato a non chiedere ne’ permesso ne’ scusa, come si confa’ ad un Gatto con la G maiuscola che e’ la G si Giorgio…
chissa’ dove sara’ accucciato e se gli piace il pane tostato bruciacchiato…
il mio gatto si comporta esattamente in quel modo nella casa che conosce da quando è nato, e così tende a fare anche la sua padrona (padrona si fa per dire), sicchè la questione è più radicata di quel che può sembrare a prima vista
Oggi piove, le strade sono viscide e bisogna essere attenti.
Domani, sarà bel tempo: di sole, senza indugi.
e certe volte realizzi che hai cambiato un’intera casa, quando invece bastava solo un nuovo tostapane.
solo un cenno rapido (!), per dirti: ho rifatto il blog, e c’è un post a cui mi farebbe piacere rispondessi. a presto, ze.
L’ultima volta che ho scaldato il pane in forno, attraverso il vetro m’è parso che sulla fetta apparissero e scomparissero parole, come scritte col limone, appunto…invece stavo carbonizzando lo scontrino del panettiere.
E’un piacere leggerti, tempo permettendo e non.
Chissenefrega del timer, e del pane bruciato..
Rallentare il tempo e’ un lusso, che nessuno puo’ togliere. Con passi leggeri, camminando per la casa finalmente (raramente) vuota, un velo di polvere si riposa lieve sul bordo della mensola, le ceneri nel camino sono ormai fredde. Una scarpa di bambola spunta da sotto il divano senza pretese di principi azzurri.
Un’immagine mi passa davanti agli occhi: mio padre che, bambino, se ne sta immobile, sul prato dietro casa, assorto ad osservare i ghirigori delle formiche su un ceppo.
Insegnare a dilatare il tempo e’ una magia che vorrei saper insegnare a mia figlia.
emma: la cottura perfetta, si sa, nasce anche da un’attesa disattesa. Cosa volessi dire non lo so, ma è tardi e mi sveglio presto. Infatti.
pigralentezza: il tempo, quando gioca con te fa finta di perdere e quando tu giochi con lui vince sempre. Anche in questo caso non saprei bene cosa io abbia voluto significare, vedo sotto se proseguo meglio. Ti abbraccio anch’io, con brio addormentato.
Marco: vorrei tanto quel tipo di tostapane. Per nascondere con burro e marmellata croccanti verità. Mah.
barbie: non ne avevo dubbi, grazie!!!
ale: ciao ale, iniziativa interessante, ma io sto qui nel mio brodino, senz’arte né parte. Buonissima continuazione.
ian: oh, sì, scritta con l’inchiostro che ti pare, ian.
esploratore: potrei far finta di nulla, invece quel che hai scritto mi ha fatto davvero contenta, grazie di cuore.
Anche io sono lieta di conoscerti qui e di ritrovarti di tanto in tanto.
Giorgio: il gatto adottato ama il pane imburrato. E gli fa bello il pelo, giuro.
maria: già, Maria, direi spinosa.
Carlo: vorrei tanto, un sereno variabile a seconda degli umori.
Michela: perfortuna sto sempre nella vecchia casa, col vecchio tostapane. Che sia una vecchia storia?
zesitian: ze, son passata veloce veloce. Mi piace il nuovo. Domani prometto che leggo con attenzione e dico la mia… mannaggia a Sarko, per intanto.
EBass: gli scontrini carbonizzati hanno esalazioni dannose per via del tipo di carta con cui sono prodotti. Infatti il problema della spazzatura dipende tutto dagli scontrini. Del resto se non ci fossero sarebbe evasione fiscale, ma forse non andrebbero bruciati. Ti stai pentendo della tua ultima frase del commento?
Ok, la smetto e ti ringrazio col cuore in mano che se lo metto nella borsa ho paura me lo rubino.
cicala: lo sai insegnare, lo fai già. E non solo questo sai fare, cicala. Vieni a Paris?
già, quando si prova a vederci da fuori, attraverso le cose, si sentono strani vuoti e altrettanto strane pienezze. come se appartenersi reciprocamente -tra uomo e cosa- non avesse alcun senso, e allo stesso tempo in quell’appartenenza si riassumesse tutto ciò che abbiamo vissuto alla loro presenza. testimoni muti e senza valore. è un pezzo che non mi riesce più, ma è un gioco che conosco, e che non ho nessuna voglia di capire. se smonti il meccanismo, magari poi non funziona più.