So che Stefano ti ha scritto per dirti della mia istallazione all’Unesco.
Poiche’ mi farebbe davvero piacere conoscerti, ti scrivo anch’io due righe.
Se puoi passare nel corso della mattinata di domani, il 15, sarebbe bello poterti salutare.
ciao Cecilia, vista l’età così diversa mi sento come una che guarda di nascosto da una porta socchiusa un mondo che non le appartiene, un po’ stupefatta a dire la verità, ho dei figli che forse hanno la tua età ma per me quella loro porta resta chiusa.
Entrare nel tuo mondo mi ha fatto riflettere sul mio, non tanto su quello di oggi ma di quando avevo la tua età,degli anni, che pur venendo da studi classici e tanti interessi in bozzolo, ho invece passato ad allevare figli,abbandonando piano piano tutto il resto perchè, rispetto ai figli, non era primario.
Sono arrivata a te per caso, da un link di un altro blog di qualcun altro della tua generazione penso, e l’impressione è la stessa, avete tempo, per pensare, dubitare, cercare anche cercare di esprimervi al meglio.
Io, noi ,un bambino in braccio e l’altro per mano, massacrate dai ritmi dei bisogni primari degli altri, il tempo non l’avevamo,
ma non riesco e non voglio tirare conclusioni ,aspetto e per il momento lascio la porta socchiusa
Carla
Cara Carla,
intanto ti dico ben arrivata fino a qui, poi aggiungo
che il tempo fa nuovi i bisogni, lucida le necessità,
rimuove le esigenze, strabilia e scompone le priorità.
Il tempo tuo di allora era tempo stretto stretto per le donne (soprattutto), ora abbiamo poco tempo come era il tuo
(io sono divorziata, prima ero ugualmente sola, lavoro e il tempo me lo cucio e me lo invento), ma ci permettiamo di perderlo a nostro favore, cosa impensabile un tempo, il tempo tuo, per ripetere in modo temporale questa parola, tempo. Detto questo nulla è perduto, nemmeno il tempo. Qui piove e penso anche lì. (ho visto il sito e penso che il mio tempo sia uguale al tuo)
Era un giorno di estate quando cominciai il mio primo blog, anni fa, eppure lo ricordo. E ricordo te, la fragile grinta della tua penna digitale, la sensibile tenace testa alta, che in basso ci sono i piedi saldi.
Fui coinvolta al tempo, mio malgrado, ma solo ora lo so ahimè la vita va scoperta, in un intreccio di cose che non avrei voluto.
Tu, restavi salda presenza a darmi forza e darmi conforto con realtà descrittive, e quando giunsi tra le Rue, era più un desiderio di bimba di vedere il mio sorriso continuare sul tuo volto che mi spinse a digitare il numero.
Ancora, oggi, dopo poco più di 5 anni, ancora tengo stretto a me il ricordo, e in qualche modo te.
Se vi penso, vedo finestre con persiane blu e un gatto vicino ad una pianta su una bella scrivania, e la tua Sofia brillare accanto al sole del mattino.
Ti penso e ricordo con tanto, tanto affetto.
Chissà, magari anche tu ricordi.
Buon Febbraio.
Ho buona memoria per le cose insolite, Cristina.
E anche una memoria insolita per le cose buone.
Mi ricordo, sì.
E che febbraio ci accompagni svelto a marzo con la sua brevità.
Cara Cecilia,
So che Stefano ti ha scritto per dirti della mia istallazione all’Unesco.
Poiche’ mi farebbe davvero piacere conoscerti, ti scrivo anch’io due righe.
Se puoi passare nel corso della mattinata di domani, il 15, sarebbe bello poterti salutare.
A domani, j’espere
Margherita
bello conoscerti.
come stai cecilia cara?
maluccio, ma con stile.
(grazie, teresabella)
Ciao Cecilia, è bello averti ritovata
Non ricordo bene perchè ci si perse un po’ per strada, ma sono lieta di saperti brillante come ti ricordo.
Con affetto.
Cara Cecilia spero che Tu non chiuda l’accesso, ma se ciò dovesse farti bene, fai in modo che il bello che regali continui ad arrivare.
willy
mi fai innamorare.
non l’ho fatto apposta, giuro.
ciao Cecilia, vista l’età così diversa mi sento come una che guarda di nascosto da una porta socchiusa un mondo che non le appartiene, un po’ stupefatta a dire la verità, ho dei figli che forse hanno la tua età ma per me quella loro porta resta chiusa.
Entrare nel tuo mondo mi ha fatto riflettere sul mio, non tanto su quello di oggi ma di quando avevo la tua età,degli anni, che pur venendo da studi classici e tanti interessi in bozzolo, ho invece passato ad allevare figli,abbandonando piano piano tutto il resto perchè, rispetto ai figli, non era primario.
Sono arrivata a te per caso, da un link di un altro blog di qualcun altro della tua generazione penso, e l’impressione è la stessa, avete tempo, per pensare, dubitare, cercare anche cercare di esprimervi al meglio.
Io, noi ,un bambino in braccio e l’altro per mano, massacrate dai ritmi dei bisogni primari degli altri, il tempo non l’avevamo,
ma non riesco e non voglio tirare conclusioni ,aspetto e per il momento lascio la porta socchiusa
Carla
Cara Carla,
intanto ti dico ben arrivata fino a qui, poi aggiungo
che il tempo fa nuovi i bisogni, lucida le necessità,
rimuove le esigenze, strabilia e scompone le priorità.
Il tempo tuo di allora era tempo stretto stretto per le donne (soprattutto), ora abbiamo poco tempo come era il tuo
(io sono divorziata, prima ero ugualmente sola, lavoro e il tempo me lo cucio e me lo invento), ma ci permettiamo di perderlo a nostro favore, cosa impensabile un tempo, il tempo tuo, per ripetere in modo temporale questa parola, tempo. Detto questo nulla è perduto, nemmeno il tempo. Qui piove e penso anche lì. (ho visto il sito e penso che il mio tempo sia uguale al tuo)
Buon lavoro, buona vita e buon cammino.
Era un giorno di estate quando cominciai il mio primo blog, anni fa, eppure lo ricordo. E ricordo te, la fragile grinta della tua penna digitale, la sensibile tenace testa alta, che in basso ci sono i piedi saldi.
Fui coinvolta al tempo, mio malgrado, ma solo ora lo so ahimè la vita va scoperta, in un intreccio di cose che non avrei voluto.
Tu, restavi salda presenza a darmi forza e darmi conforto con realtà descrittive, e quando giunsi tra le Rue, era più un desiderio di bimba di vedere il mio sorriso continuare sul tuo volto che mi spinse a digitare il numero.
Ancora, oggi, dopo poco più di 5 anni, ancora tengo stretto a me il ricordo, e in qualche modo te.
Se vi penso, vedo finestre con persiane blu e un gatto vicino ad una pianta su una bella scrivania, e la tua Sofia brillare accanto al sole del mattino.
Ti penso e ricordo con tanto, tanto affetto.
Chissà, magari anche tu ricordi.
Buon Febbraio.
Ho buona memoria per le cose insolite, Cristina.
E anche una memoria insolita per le cose buone.
Mi ricordo, sì.
E che febbraio ci accompagni svelto a marzo con la sua brevità.