La deposizione dalla croce

mai 24th, 2012 § 4 Commentaires






Parigi, un giorno di maggio, metropolitana.
Una ragazza sfinita si riposa.
C’era qualcosa nella sua posizione
che ricordava il dipinto di Rosso Fiorentino.
Più che stanchezza, un’arresa.
L’ho guardata pensando a cosa l’avesse fatta addormentare,
quale fosse la sua croce e dove fosse diretta.
Aveva la bellezza dell’abbandono
e il sonno profondo di qualcuno che non ha fretta di arrivare.


Il crepuscolo è zona franca. E’ il momento onesto in cui tutto precipita volentieri. Ci sono tua madre e tuo padre, ci sono i resti di un pranzo, le cene di tutte le vigilie, c’è il tacchino che ringrazia, mostrando i denti della vendetta. C’è l’abito rosso sconveniente, le mani nascoste di tuo zio. Le mani sporche e i panni mai lavati. Il crepuscolo t’induce in tentazione. E ti guardi riflessa nel compartimento stagno e ritrovi gli anni di piombo, le allucinazioni. I desideri vinti, i desideri vincitori. Le speranze che crescono come lune. Il tuo bacio d’addio, le tue spalle bianche dedicate alla partenza, matassine di capelli, zerbini con orme di fiere, figli e figlie, vecchie storie e nuovi bastimenti dove principiare. Bandierine. Colpi di cannoni. Scie di saliva. E ritorni. Nulla di più insensato dell’esistere in questo e in quell’unico modo che conosco: mordendo i paraggi, cercando vie di scampo al sentiero. Amando.

mai 23rd, 2012 § 5 Commentaires



La traversée, Armand Amar




Non ti scordar di me

mai 18th, 2012 § 4 Commentaires

XX
Grande_unica

Tre_foto_giuste_vere_2

Tre_foto_fiori_2
Parigi, foto incollate a un muro del terzo arrondissement
XX
XX

Lui l’amava tantissimo, tanto da fotografarla ogni volta che lei usciva di casa.
Era il 1950 e Joseph Cardiff si era fatto colpire in pieno cuore da un fulmine,
probabilmente in maggio.
Lei non era particolarmente bella, solo che gli sorrideva ogni volta che lo incontrava e lui,
che aveva una moglie molto seria, trovava sollievo in quella parata di smalto bianco,
trentadue perle, avrebbe cantato De Gregori.
Si era sposato con Marie, sei anni prima, ma poi scoprì che la moglie
voleva solo esser moglie e di amarlo, nemmeno a parlarne.
Anzi, taceva sempre e parlava solo per lamentarsi.
La cosa che faceva di più soffrire Joseph era l’attribuizione a lui
di qualsiasi colpa circolasse in casa.
Se lei rompeva un bicchiere era perchè lui l’aveva messo nel posto sbagliato,
se l’arrosto si bruciava era perchè lui le aveva rivolto una domanda
e lei si era distratta, se era dimagrita era perché lui non amava le frittelle di mele
e dunque lei non le faceva più.
Poi, un giorno di maggio, in cui l’aria sapeva di rose e tramontana,
lui cambiò una cosa piccola nella sua vita: cambiò strada.
Invece di passare per Rue du Temple, prese il passaggio Vendôme
e lì la vide per la prima volta.
Indossava un grazioso abito celeste a fiori, calzava delle scarpe bianche con la zeppa
e aveva una grande borsa a quadri.
Era pettinata con cura, ma si vedeva che ogni mattino litigava con le onde fra i capelli
che le rendevano mosso il capo, come il mare di Brest.
Lui rimase un lungo istante a guardarla, sentendosi attraversare il corpo da quella saetta
che gli aveva spaccato il cuore in due, spargendo amore fra gli organi interni.
Lei se ne accorse e gli sorrise.
Un sorriso di quelli che non si dimenticano, fatto con gli occhi, col naso e con la fronte.
Quel sorriso fu un abbraccio, un bacio, una pacca sulla spalla.
Da quel giorno di maggio Joseph Cardiff continuò a sbagliare strada
per andare a comprare il pane e non dimenticava mai la sua macchina fotografica.
La fotografava ogni giorno, con ogni tempo.
Era un po’ come vivere con lei, sapere cosa indossava,
indovinare i suoi pensieri dallo sguardo, soffermarsi su un gesto,
un passo diverso, un’esitazione.
La sua vita cambiò obiettivo ed il soggetto divenne l’oggetto dei suoi desideri.
Joseph Cardiff si suicidò l’anno seguente, lo stesso giorno di maggio
in cui cadeva l’anniversario del suo incontro.
Sua moglie inciampò nel suo corpo, mentre per la prima volta
entrava nella sua camera oscura.
Lo aveva chiamato per la cena una, due, tre volte.

Non era mai entrata lì dentro.
Quando profanò la camera, accendendo la luce,
si trovò davanti suo marito che oscillava, appeso a una corda.

Stesa ad asciugare, stava una signora sorridente vestita da sposa.